fbpx

Sinergie Artistiche: Dialoghi Post-Pop tra Design, Fotografia e Serigrafia all’Open ADA di Torre Pellice

0 0
Read Time:5 Minute, 3 Second

L’apertura della seconda stagione espositiva di Open ADA a Torre Pellice segna un momento di significativa importanza nel panorama artistico contemporaneo. Con l’inaugurazione, avvenuta il 2 marzo 2024, dello spazio espositivo situato in via Repubblica 6, si è data vita a una mostra dal carattere innovativo e di grande attualità, che pone l’accento sulla Post Pop Art come evoluzione e prosecuzione della corrente Pop.

Curata con perizia da Monica Nucera Mantelli, la mostra “3G. Dall’Art Design alla Post Pop Art” si propone come un crocevia di linguaggi espressivi, intrecciando armoniosamente il design, la fotografia e la serigrafia. Questa scelta curatoriale mira a esplorare le sinergie tra diverse forme di espressione creativa, testimoniando come l’arte contemporanea continui a essere un terreno fertile per la sperimentazione e l’innovazione.

Nel fertile terreno del dialogo artistico contemporaneo, l’Associazione Decima Arte con la mostra “3G. Dall’Art Design alla Post Pop Art”, ospitata nelle sue ampie sale di Torre Pellice, emerge come paladina di un’inedita sinergia espressiva. Questa esposizione non si limita a una mera rappresentazione di opere ma si pone come catalizzatore di un confronto vivace e multidisciplinare, che vede confluire, in un unico flusso creativo, design, fotografia e serigrafia.

Beny Giansiracusa
Beny Giansiracusa

Beny Giansiracusa, con le sue opere uniche e serigrafiche, si afferma come custode e innovatore di una tradizione artistica che trova nelle icone del cinema una musa ispiratrice per una nuova narrazione visiva. La sua arte si dipana attraverso le tele, esplodendo in un caleidoscopio di colori che cattura l’essenza dell’epoca post-pop in cui viviamo. Egli non si limita a rappresentare la realtà ma, con audace originalità, la trasforma, invitandoci a riflettere sulla natura mutevole della celebrità e sull’impalpabile confine tra arte e intrattenimento.

Beny Giansiracusa, nato a Torino nel 1951, è un pioniere della “decima arte”, conosciuto per aver fuso tradizione serigrafica e avanguardia tecnologica. Iniziò nel fervore artistico dei ’60, passando da un amore per la serigrafia manuale alla collaborazione con il laboratorio di Costamagna. Attraverso il lavoro con artisti come Mario Molinari e la sua incursione nell’arte dei videogiochi, Giansiracusa ha ridefinito la serigrafia, trasformandola in un’arte autonoma che incanta per la sua creatività e originalità. L’onorificenza del MoMA, che ha incluso i videogiochi come opere d’arte, conferma il suo ruolo di caposcuola e sottolinea l’importanza della sua opera nell’arte contemporanea, mostrando come possa evolversi in sintonia con i tempi pur rimanendo fedele alle sue radici.

Diego Maria Gugliermetto

Diego Maria Gugliermetto

Diego Maria Gugliermetto, con i suoi oggetti e arredi di design, porta il rigore e la funzionalità nell’equazione creativa. Le sue creazioni sono sintesi di composizioni brillanti e praticità, frutto di una riflessione profonda sulla convivenza tra estetica e utilità. La sua presenza in mostra rappresenta il dialogo tacito ma eloquente tra la funzione e la forma, tra l’oggetto di uso quotidiano e l’opera d’arte.

Diego Maria Gugliermetto, art-designer torinese, trasforma elementi quotidiani in arredi giocosi e ingranditi, ispirati alla Pop Art e all’innovazione sostenibile. Utilizzando il poliuretano espanso, materia riciclabile ed ecosostenibile, crea pezzi d’arredo come cuscini-cioccolatini e divani-lattina, che invitano al gioco e all’interazione nel rispetto dell’ambiente. Cresciuto nell’ambiente familiare intriso di creatività e collaborando con illustri nomi del design italiano, Gugliermetto ha saputo fondere la sua visione artistica con un approccio pratico e imprenditoriale, dando vita a G-Experience. Il suo lavoro è un esempio vibrante di come design, arte e artigianato possano coesistere, spingendo i confini dell’interior e light design verso nuove frontiere estetiche e funzionali.

Luciano Gallino

Luciano Gallino

Luciano Gallino con le sue fotografie, cattura la vita in movimento, l’anima di un gesto, l’attimo fuggente del teatro danza e l’essenza del tango, congelando l’effimero in immagini di potente espressività. Le sue opere sono finestre aperte su mondi paralleli dove la danza, il teatro e il design si fondono, offrendoci una visione ampliata e profonda della realtà.

Luciano Gallino, attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, agisce come un moderno coreografo del visivo, fissando l’effimero e donandogli eternità. Nei suoi scatti, ogni movimento è catturato non solo nella sua fisicità, ma anche nella sua emozionale transitività, trasformando la performance di un ballerino o l’attimo di un gesto teatrale in un’opera d’arte che rimane sospesa in un tempo senza orologio.

La sua fotografia diventa così un dialogo tra la disciplina del corpo e quella della luce, con l’aggiunta di un elemento immancabile: il pathos. Gallino non si limita a documentare, ma esplora e racconta. Ciascuna delle sue immagini è una narrazione che va oltre il visibile; è una storia che parla di passione, tensione e liberazione.

Le fotografie di Luciano Gallino sono quindi molto più che semplici rappresentazioni statiche; sono dinamiche, quasi cinematiche nella loro capacità di raccontare storie di quiete e di tumulto. Offrendo una visione ampliata della realtà, esse invitano lo spettatore a intraprendere un viaggio attraverso la bellezza del gesto umano e la poesia dell’istante, incapsulando l’infinita danza della vita in un singolo, silenzioso frame.

Open ADA a Torre Pellice

Open ADA a Torre Pellice

Questa mostra è quindi una celebrazione dell’arte nella sua accezione più ampia e inclusiva, una dichiarazione d’amore verso la capacità dell’arte di trascendere i confini predefiniti e di farsi veicolo di nuove interpretazioni del mondo che ci circonda. L’esposizione è un invito a riconsiderare ciò che conosciamo come ‘Pop’ attraverso lenti innovative, spingendoci a riconoscere che l’arte vive e respira in ogni frammento della vita contemporanea, influenzando e plasmando la nostra percezione della realtà.

In ultima analisi, “3G. Dall’Art Design alla Post Pop Art” è più di una mostra: è una conversazione aperta, un’esperienza immersiva che offre uno spaccato di quella vivacità e di quella ricerca continua che caratterizzano la creatività contemporanea. È l’occasione per immergersi in un viaggio tra passato, presente e futuro, dove ogni opera è un tassello di un mosaico più grande, un tessuto connettivo che unisce artisti, spettatori e generazioni.

Fonte: Interiorissimi

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %
Previous post Quali sono le 10 migliori riviste di architettura del 2024:
Next post Dialoghi di Design: Intervista all’Arch. Giorgio Donà – Partner e Director di Stefano Boeri Interiors